Rigenerazione delle acque reflue riuso idrico

Acqua Rigenerata, Sapere Condiviso: nasce a Torino la Piattaforma Scientifica Multidisciplinare per la Rivoluzione del riuso idrico

Torino, 28 gennaio 2025

"La scienza abbatte muri e costruisce ponti"

Con le parole del chimico Vincenzo Balzani, la Prof.ssa Alessandra Bianco Prevot, ha inaugurato all’Università di Torino un hub di ricerca senza precedenti. Un progetto che unisce 40 ricercatori di 12 dipartimenti per trasformare la crisi idrica globale in opportunità sostenibile, sfruttando le acque rigenerate.

L’emergenza planetaria

Presentando la mappa dello stress idrico del World Resources Institute (2040), Bianco Prevot ha lanciato l’allarme: "Con un prelievo idrico che raggiungerà l’80% della disponibilità in molte regioni, il riuso non è più un’opzione, ma l’unica via per l’adattamento climatico". Il contesto è drammatico:

  • Siccità estrema in Mediterraneo e aree subtropicali

  • Agricoltura italiana sotto stress (-20% precipitazioni al Sud)

  • Obblighi stringenti del Regolamento UE 2020/741 sul riuso agricolo

La forza del network: 12 dipartimenti in sinergia

La piattaforma rompe gli schemi accademici, integrando competenze trasversali:

  • Scienze naturali (tecnologie di depurazione, rimozione PFAS, sensori low-cost per mercurio)

  • Scienze della salute (antibiotico-resistenza, epidemiologia delle acque reflue)

  • Scienze umane (accettazione sociale, modelli gestionali, quadri giuridici)
    "Senza un dialogo fra ingegneri idraulici, epidemiologi e sociologi – spiega Bianco Prevot – ogni soluzione tecnica sarebbe incompleta".

Asse ricerca-industria: dai laboratori al mercato

La piattaforma punta a tradurre la scienza in applicazioni concrete:

  • Tecnologie disruptive: filtri termocatalitici per inquinanti organici, materiali avanzati per contaminanti emergenti

  • Strumentazione innovativa: sensori multiparametrici portatili per aree remote

  • Modelli di risk management per piani agricoli sicuri (in continuità con il progetto IRRISAFE)
    "Collaboriamo con utility idriche, consorzi agricoli e PMI per colmare il gap tra ricerca e industria", sottolinea la coordinatrice.

La scuola internazionale: formazione per la governance idrica

Cuore formativo del progetto è la International School on Water Reuse (15-17 settembre 2025), prima in Europa per approccio sistemico:

  • 5 pilastri: politiche, tecnologie, indicatori, aspetti sociali, casi studio

  • Destinatari: professionisti (utility, agricoltura), ricercatori, policy maker

  • Metodo: lezioni frontali + workshop pratici
    L’evento completa la pubblicazione del volume "Water Reuse and Unconventional Water Resources" (Springer), curato dal team torinese, già riferimento globale.

Terza missione: scienza come bene comune

Oltre a ricerca e didattica, la piattaforma enfatizza l’impatto sociale:

  • Democratizzazione della conoscenza attraverso open data e webinar pubblici

  • Supporto alle istituzioni nella redazione di piani idrici territoriali

  • Sensibilizzazione civica sui vantaggi dell’economia circolare idrica
    "Vogliamo che i cittadini percepiscano l’acqua rigenerata non come ripiego, ma come risorsa strategica", conclude Bianco Prevot.

Sfide future

Con un portfolio di 17 linee di ricerca attive e bandi competitivi UE già in corso, la piattaforma mira a:

  1. Sviluppare protocolli standard per il monitoraggio dei microinquinanti

  2. Creare un osservatorio sull’acceptance sociale del riuso

  3. Progettare impianti pilota modulari per piccoli comuni

Info

International School on Water Reuse (15-17/09/2025) – alessandra.biancoprevot@unito.it


*Articolo redatto sulla relazione della Prof.ssa Bianco Prevot, coordinatrice di WATER_REUSE@UniTo, in occasione del lancio delle Piattaforme Scientifiche (28/01/2025).*